RIVELAZIONE ESSENZIALI pt.1
Rivelazioni tradizionali essenziali riferite alla trasformazione spirituale benefica, profonda e durevole, che sopravviene attraverso un'adeguata, perseverante ed entusiasta pratica nei procedimenti multimillenari dello yoga (I)
In questa conferenza cercheremo di identificare, sulla base della tradizione, quali sono i principali ingredienti, per così dire, di una pratica yoga molto efficiente, di una pratica yoga che porta con sé una trasformazione spirituale benefica del nostro intero essere, trasformazione che è sempre profonda e durevole.
Cercheremo, allo stesso modo, di rispondere anche alla semplice domanda “Come integrare sempre di più questi veri ingredienti essenziali dell'efficienza spirituale non solo nella nostra pratica yoga, ma anche nella nostra vita di tutti i giorni?”. In altre parole, come possiamo ottenere attraverso la pratica yoga una vera e durevole trasformazione spirituale, una trasformazione che si mantiene poi nella nostra intera vita?
In effetti, sebbene attualmente lo yoga sia il più delle volte ridotto ad una banale ginnastica psicosomatica, la pratica sistematica dei procedimenti yoga per mantenere o acquisire un'eccellente armonia corporea ed un pieno stato di salute costituisce solo uno degli innumerevoli doni della tradizione multimillenaria dello Yoga.
In realtà, lo Yoga è in primo luogo una pratica spirituale e contemporaneamente una profonda filosofia di vita. Esso è una pratica diretta a rivelare la verità della nostra esistenza, ad aiutarci ed a spronarci sempre e sempre ad identificare, a prendere coscienza e poi ad allontanarci completamente dalle illusioni, dalle proiezioni, dagli inganni e dall'ignoranza nonché dall'ignoranza con così tante molteplici sfaccettature che caratterizza l'esistenza umana comune. Ma tutti questi risultati straordinari non sono possibili senza una vera trasformazione spirituale, senza una netta e costante elevazione del nostro livello predominante di coscienza.
Per questo, si può dire che la trasformazione spirituale evolutiva benefica sia il criterio fondamentale dell'efficienza della pratica yoga, ed una pratica yoga veramente trasformatrice implica di integrare sempre in essa certi aspetti o, potremmo dire, ingredienti esoterici, senza cui quella pratica vede diminuire moltissimo o può persino perdere completamente le valenze spirituali trasformatrici, essendo allora ridotta ad una semplice attività fisica.
È sempre essenziale ritenere che solo una pratica yoga veramente trasformatrice ci rivelerà veramente chi siamo noi o qual è il nostro scopo in questo mondo.
Ma cosa significa, di fatto, parlando in modo concreto, la trasformazione spirituale, inclusa la prospettiva della nostra esistenza di tutti i giorni? Se dovessimo descrivere, definire la trasformazione spirituale dalla prospettiva concreta della nostra vita di tutti i giorni, potremmo dire che ogni vera trasformazione spirituale ci rivela una realtà nettamente superiore, ci rivela nello stesso tempo un nuovo modo, molto più elevato rispetto a quello precedente, di essere, di sentire, di pensare, di agire. Allo stesso tempo, ci vengono rivelate, grazie ad una trasformazione spirituale profonda e vera, sfaccettature superiori, persino sublimi del nostro essere, sfaccettature che prima neanche sospettavamo che ci fossero.
Ecco perché, quando pratichiamo lo yoga in vista di un'ampia e durevole trasformazione spirituale, è assolutamente necessario acquisire e mantenere in permanenza un livello superiore di coscienza.
Questo significa, parlando in modo concreto, pensare in un modo diverso, sentire in un modo diverso, agire in un modo diverso rispetto al solito, e con diverso intendiamo, ovviamente, qualcosa di chiaramente ed evidentemente superiore in confronto ai nostri modi precedenti di pensare, di sentire, di agire. Di conseguenza, la vita stessa ci offre costantemente innumerevoli oggettivazioni della nostra trasformazione spirituale.
Se, ad esempio, nella stessa situazione, noi ora, invece di reagire in modo automatico, stereotipato, così come facevamo prima, rispondiamo a quella situazione in modo cosciente e saggio, questa è una prova chiara ed incontestabile del fatto che in effetti ci siamo trasformati da un punto di vista spirituale. Se invece reagiamo in modo simile in situazioni simili a quelle del passato, evidentemente non ci siamo trasformati affatto o quasi per niente.
L'intero nostro essere, le energie sottili che animano l'essere, tutto è superiore rispetto al nostro stato precedente.
Questo significa che ci siamo trasformati dal punto di vista spirituale. Al contrario, se siamo esattamente la stessa persona per così dire, cioè pensiamo, viviamo, agiamo e reagiamo esattamente come quando non praticavamo yoga, significa che la nostra pratica yoga è fortemente compromessa dal modo difettoso in cui la realizziamo. Significa che la nostra pratica yoga è priva di quegli ingredienti esoterici essenziali che, se fossero presenti, le darebbero una sorprendente efficienza.
È, allo stesso modo, necessario comprendere che la trasformazione spirituale si manifesta veramente e si oggettiva solo nel momento presente, non nelle nostre proiezioni immaginative o nei nostri ricordi riferiti, ad esempio, ad un periodo del passato in cui abbiamo praticato yoga in modo intenso ed abbiamo raggiunto stati ed esperienze spirituali meravigliose.
Una vera trasformazione spirituale ci offre la libertà di vivere il momento presente senza essere più condizionati da diversi schemi o automatismi di pensiero, di sensazioni o di azione. Se non acquisiamo questa libertà di scegliere come vogliamo agire nel momento presente, allora significa che le vecchie abitudini comportamentali, le vecchie abitudini del nostro ego ci impediscono per il momento di raggiungere un reale stato di trasformazione spirituale e, di conseguenza, arriviamo a manifestarci ancora e sempre esattamente come prima di praticare yoga.
Conosciamo tutti numerosi casi di yogini, che, sebbene pratichino teoricamente yoga da molti anni, si confrontano tuttavia con gli stessi e gli stessi problemi, rimangono condizionati dagli stessi schemi ed automatismi nei loro pensieri, nel mondo in cui interagiscono con gli altri, nella loro dinamica emozionale, nelle loro relazioni d'amore, ecc..
Simili situazioni non sono, ovviamente, affatto casuali. Esse riflettono ed evidenziano, accanto all'assenza quasi completa di quegli ingredienti essenziali dell'efficienza della pratica yoga, anche una profonda, un'acuta incomprensione del fatto che la trasformazione spirituale, che appare sicuramente con la nostra pratica yoga adeguata, non può rimanere, essere durevole, stabile se dopo aver praticato yoga viviamo, pensiamo, reagiamo come prima, quando ancora non praticavamo yoga. In altre parole, non è sufficiente, anche nel caso di un'adeguata pratica spirituale, in cui esistono in una certa misura anche quegli ingredienti essenziali della sua efficienza, non è sufficiente quindi arrivare a sentirsi diversi, in un modo superiore rispetto a come eravamo prima a quella pratica e poi quasi subito dopo aver finito la nostra pratica, tornare ai nostri vecchi schemi ed abitudini di pensiero e di comportamento.
Tale condotta è come se iniziassimo, diciamo, la giornata con una piccola colazione molto sana, ma poi, in tutto il resto del giorno, mangiassimo solo cibo privo di nutrienti, un cibo insano o, come si chiama spesso in inglese un junk food. Evidentemente, quella piccola colazione sana non può controbilanciare o neutralizzare il resto.
Per raggiungere una vera, stabile e costante trasformazione spirituale, è, allo stesso tempo, necessario allineare quanto più spesso il comportamento, il pensiero o l'interazione con gli altri ai nostri obiettivi spirituali. Per esempio, allineare i pensieri alle nostre azioni, prendere decisioni che riflettano la nostra nuova condizione esistenziale.
È necessario vivere, essere in uno stato di risonanza occulta superiore, quanto più vicina a quella che abbiamo durante la nostra pratica yoga. Se vogliamo veramente che tutti gli altri, che l'universo intero ci tratti in un modo superiore, diverso rispetto a quello che era fino ad ora, è assolutamente necessario che le nostre intenzioni, il nostro pensiero, le nostre decisioni corrispondano come livello di vibrazione, come stato di risonanza occulta, al nostro livello di coscienza che raggiungiamo in certe esperienze spirituali di punta. Solo in questo modo realizzeremo e ci manterremo in un autentico, in un superiore stato di trasformazione spirituale.
Praticamente, questo implica da parte nostra un processo creatore, processo attraverso cui, metaforicamente parlando, ricordiamo e rendiamo permanente la nostra nuova condizione esistenziale. Per esempio, ogni volta in cui dobbiamo prendere una decisione o quando abbiamo un incontro importante, o in ogni evento che per noi è importante, ci possiamo domandare interiormente cosa diremmo, cosa faremmo, come andrà, come ci sentiremo, di cosa parleremo, ecc. se fossimo ora ciò che aspiriamo di essere in permanenza, se fossimo ora e sempre a quel livello superiore di coscienza che aspiriamo di acquisire.
È molto importante e molto necessario agire in questo modo, in quanto non dobbiamo dimenticare che prima, in tanti anni o decenni, abbiamo intrattenuto e consolidato sempre di più vecchi schemi e abitudini comportamentali, decisionali e di pensiero e, in assenza di un'adeguata, e persino esemplare attenzione, questi vecchi meccanismi automatici, del nostro ego possono tornare facilmente.
Ecco, quindi, che agendo in questo modo, prolunghiamo o estendiamo sempre di più la nostra pratica yoga, la nostra pratica spirituale al di fuori dell'intervallo di pratica esplicita, cioè del nostro impegno in diversi procedimenti e metodi yoga.
Possiamo testare noi stessi, con grande facilità, il livello oggettivo della nostra trasformazione spirituale attuale. Così, è sufficiente rispondere in modo onesto alla domanda: Siamo ora allo stesso livello di pace interiore, di distacco spirituale, di saggezza, ecc., livello che abbiamo raggiunto, ad esempio, in diversi procedimenti yoga di meditazione? Siamo ora veramente in grado di rispondere in modo diverso, superiore e saggio in situazioni simili a quelle in cui prima rispondevamo in modo automaticamente stereotipato? Le nostre risposte sincere a simili domande evidenzieranno in che misura la nostra trasformazione spirituale, che abbiamo ottenuto attraverso un'adeguata pratica yoga, ha iniziato ad essere integrata nella nostra vita di tutti i giorni.
Per ciò che riguarda l'approfondimento della auto-conoscenza attraverso la vera trasformazione spirituale che è, allo stesso modo, integrata nella nostra vita quotidiana, è necessario, da una prospettiva tradizionale, che questa auto-conoscenza comprenda tutte le quattro cosiddette stanze della nostra vita personale.
La prima di queste quattro stanze comprende quegli aspetti che sono conosciuti sia da noi stessi, che anche dagli altri. Qui, in questa stanza, simbolicamente parlando, si trova la nostra immagine pubblica. È il modo in cui siamo generalmente conosciuti da tutto il mondo.
La seconda stanza comprende quegli aspetti della nostra personalità che noi conosciamo, ma che gli altri non conoscono. Qui si trovano quegli aspetti o sfaccettature della nostra vita personale aldilà della facciata o della nostra immagine pubblica. Sempre qui sono presenti anche i nostri diversi segreti personali, aspirazioni o desideri nascosti, mai confessati a qualcuno.
La terza stanza della nostra vita personale comprende quegli aspetti che sono conosciuti dagli altri, ma non da noi. È ciò che gli altri vedono in noi, ma che noi non possiamo vedere in noi stessi. Si può trattare di diverse potenzialità o qualità di cui non siamo per il momento coscienti e riguardo a cui gli altri, per esempio, gli amici a noi più vicini o gli esseri amati, ci possono offrire informazioni rivelatrici, molto preziose. E sempre qui sono inclusi anche quegli aspetti inferiori di cui non possiamo per il momento prendere coscienza o che rifiutiamo, sempre in modo inconscio, di ammettere, ma che implicano, per una vera trasformazione spirituale, di essere pienamente conosciuti e poi totalmente alchimizzati.
Infine, la quarta stanza simbolica della nostra vita personale comprende quegli aspetti riferiti a noi stessi che noi non conosciamo e neanche gli altri conoscono. Qui, in questa dimensione più misteriosa e più occulta del nostro essere, tutto ciò che esiste è per il momento invisibile per noi, ma è perfettamente visibile per Dio. Ecco perché, la tradizione multimillenaria Yoga afferma che possiamo raggiungere una vera e piena auto-conoscenza quando conosciamo noi stessi attraverso gli occhi di Dio metaforicamente parlando, quando permettiamo a Dio di rivelarci ciò che non sappiamo e neanche potremmo sapere di noi stessi, in assenza della rivelazione divina riguardo alla nostra vera, essenziale identità, che viene chiamata nella tradizione Yoga il Sé Supremo, immortale e divino, Atman in lingua sanscrita.
Di conseguenza, ignorare la presenza di Dio nella nostra vita significa, di fatto, ignorare noi stessi, cioè ignorare la nostra vera identità. Ignorando o non prendendo coscienza quasi per niente della presenza di Dio nella nostra vita, rimarremo sempre estraniati da noi stessi. Ma quando, attraverso un'adeguata ed efficiente pratica yoga, entriamo in questa stanza più misteriosa della nostra vita, del nostro essere, allora ci si rivelerà, attraverso la grazia di Dio, sia la nostra identità essenziale, quella che ci è stata data fin dall'inizio da Dio stesso, il nostro Sé essenza Atman, così come anche il nostro obiettivo spirituale in questa vita o il nostro dharma personale, in lingua sanscrita.
L'immensa maggioranza degli esseri umani trascorre quasi l'intera esistenza nella prima stanza simbolica, quella delle interazioni superficiali, della cosiddetta vita pubblica o nella seconda stanza simbolica, in cui essi si illudono di essere qualcosa che di fatto non sono.
Un'autentica auto-conoscenza inizia ad apparire solo nella terza e specialmente nella quarta stanza simbolica della nostra vita.
Solo in questo modo smettiamo di essere come estranei verso noi stessi e realizziamo contemporaneamente che il vero stato di libertà interiore lo possiamo trovare solo quando allontaniamo le maschere e le facciate con cui proteggiamo l'ego. Tutto questo implica però, da parte nostra, una profonda e specialmente onesta auto-osservazione, e questo approccio non sarà sempre piacevole per il nostro ego. Ma, se aspiriamo veramente a trasformarci spiritualmente, a scoprire chi siamo veramente, aldilà delle apparenze, allora quello sforzo è per noi l'unica alternativa praticabile e saggia.